ORGANIZZIAMO UN PIZZA TOUR DI ...
NON SOLO MARGHERITA
Un percorso tra pizzerie selezionate, dalle più famose a quelle meno conosciute, per scoprire gusti, impasti e specialità diverse. Un viaggio nel vero street food partenopeo, tra tradizione e varianti tutte da assaggiare.
Un pizzaiolo napoletano diceva: La pizza nel forno a legna la guardi mentre cuoce, la vedi, la muovi, controlli la cottura e la guardi mentre cresce, la accompagni… se la metti in un forno elettrico la chiudi li dentro come se fosse morta e poi … se si fa in quattro per renderti felice, è una pizza!

In questo post raccolgo informazioni utili su pizzerie, incluse alcune poco conosciute fuori dai circuiti tradizionali. L’obiettivo è evitare lunghe attese e far scoprire locali meritevoli. Le indicazioni si basano su esperienze dirette e recensioni personali. Con un clic su ogni pizzeria, il navigatore di Google Maps vi guiderà direttamente sul posto.
Vediamo dove mangiare una buona pizza: qui sotto trovi una selezione di pizzerie di Napoli e provincia, più o meno famose. L’elenco non è completo (sarebbe troppo lungo), ma include locali scelti con criterio.
Suggerimento: da smartphone, basta cliccare sul pulsante per aprire la navigazione e farsi guidare direttamente sul posto.
Pizza a Portafoglio
Ad onore della città, la prima soluzione proposta è la Pizza a Portafoglio, una pizza di dimensioni ridotte, che prende il nome dal fatto che viene presa tra le mani e chiusa su se stessa sui suoi due lati proprio come se fosse un portafoglio.

A Napoli la pizza è anche street food: venduta da pizzerie, panetterie, pasticcerie e rosticcerie, è uno dei simboli del capoluogo. Già arrivando a Piazza Garibaldi, vicino alla stazione centrale, si trovano numerosi locali su entrambi i lati della piazza. Tramite i pulsanti nel post, è possibile farsi guidare facilmente per assaggiare diverse pizze davvero D.O.C. 🍕
Qui sono suggerite un paio di pizzerie ma solo perchè la vicinanza ai binari della stazione è minima e perchè la Stazione centrale di Piazza Garibaldi è uno dei principali punti di arrivo in città.

Ma veniamo alle Pizzerie: una è della Pizzeria Costa Vincenzo alla Maddalena (quartiere proprio di fronte alla stazione centrale, a circa 700 mt. dai binari), dove oltre alla Pizza a portafoglio, si trovano pizze fritte, fritture varie ed altro, tra l’altro, da mangiare anche seduti al tavolo.
ed anche la Pizzeria Fortuna (a poca distanza, sempre avendo come punto di riferimento la stazione centrale, è famosa per questa specialità. Altre ottime pizzerie sono comunque segnalate nel post.
E’ inutile ricordare che le pizzerie che hanno la pizza portafoglio in vetrina, fanno anche il servizio ai tavoli delle pizze classiche!
Adesso andiamo a scoprire dove trovare tra le più buone ... la migliore!
"Pizzeria Vesuviana"
Pizzeria storica del quartiere Mercato-Lavinaio, nel bel mezzo del caratteristico mercato del pesce, proprio di fronte al capolinea della stazione Circumvesuviana (EAV) ed a 10 minuti a piedi da Piazza Garibaldi.


Pizze e fritti misti a base di zeppole, panzarotti, ciurilli (fiori di zucca), scagnuozzi e melenzane
C’è anche il menù pizza Gourmet: uno spettacolo; ma la caratteristica più interessante di questa pizzeria è la Pizza di mare,
infatti visto che questa pizzeria si trova tra i banchi del mercato popolare del pesce di Porta Nolana, è possibile chiedere al pizzaiolo di prendere in carico il pesce che il cliente prende apposta per farlo mettere sulla pizza ed è consigliabile che il cliente porti il pesce che vuole su questa pizza ed il perchè può essere spiegato in questo modo: per un risultato eccezionale, di solito bastano vongole oppure lupini con gamberi con l’aggiunta di tre o quattro cozze, però i frutti di mare hanno sempre un incognita e chi si intende di cucina lo sa, perchè i molluschi possono contenere sabbia e fin quando la vongola è per un sugo da spaghetti è un conto ma sulla pizza l’effetto non si può tollerare ed inconsciamente si potrebbe attribuire il problema alla pizzeria che giustamente dice: “io ti assicuro che la pizza fatta in questo modo è ottima ma non me la sento di prendere responsabilità, si potrebbe poi giudicare male tutto l’operato”.

Quindi questa pizza si potrebbe chiamare Pizza S.R.L.: Solo a Responsabilita Limitata!. Pertanto, il pizzaiolo prepara la base con solo basilico e pomodorini, mette sopra i frutti di mare crudi, un filo d’olio e con l’alta temperatura del forno si vanno ad aprire i gusci dei molluschi sprigionando tutto il sapore di mare dando alla pizza un sapore unico. Da provare! Si fa presente che il mercato del pesce è aperto tutti i giorni dal martedì alla domenica mentre la Pizzeria la domenica è chiusa; a proposito, otttima anche la parmigiana di Melenzane.
"Pizzeria Oliva"
Un tempio della pizza napoletana, una storica pizzeria aperta nel dopoguerra, poco conosciuto ai turisti. Peccato (per i turisti) perche la pizza ai Pomodorini e Provola di questa pizzeria dovrebbe avere qualche nomination come migliore pizza alternativa alla classica margherita.
Anche il ripieno al forno è eccezionale. Qui i tempi di attesa ci possono essere. Facilmente raggiungibile per chi e’ in transito dalla stazione centrale (20 min a piedi o 7/8 di taxi). Il conto? 4 pizze e 4 birre 36 euro. Da non perdere
"Pizzeria del Popolo"
Passiamo ad un’altra “istituzione popolare”, una delle più famose tra i napoletani Doc: “La Pizzeria del Popolo”. Il nome di questa famosa pizzeria fa fede in pieno al nome scelto per questa attività locale per tutta una serie di motivi: dal fatto che è ubicata in una delle zona più popolari di Napoli, Piazza mercato,
applica prezzi ultra popolari, infatti appena 16 euro in due per due buonissime pizze e due birre, offre un ampia scelta di gamma come ottimo e particolare ad esempio il ripieno al forno con scarola e prosciutto, per non parlare della pizza a sorpresa, una pizza fatta a piacimento del pizzaiolo a seconda dell’umore e del tipo di cliente. Un pò di attesa all’ingresso ma una fila abbastanza scorrevole da ingannare assaggiando a mò di antipasto degli ottimi arancini con il “soffritto”
altra grande specialità popolare napoletana, oppure scegliendo tra arancini e panzarotti (a napoli per panzarotti si intendono i crocchè di patate). E le frittatine di pasta ai Friarielli e Salsicce?
Insomma una grande, ottima pizzeria da avere come riferimento per chi viene a Napoli.
Ristorante Pizzeria Del Pino
Qui si esce dalla città, si và nella prima periferia di Napoli, ai margini della zona est dove si trova un paesino chiamato Cercola, qui c’è una vera e propria istituzione della ristorazione: “Il ristorante Del Pino” di Mario Leonessa, uno storico locale che esiste da più di 40 anni, nato come piccola pizzeria locale ed oggi un punto di riferimento anche come business food point (dove poter mangiare bene parlando di affari) oppure per pranzi e cene di alto livello.
Qui non solo la Pizza veramente D.o.c. ma anche antipasti a buffet tra i più vari e abbondanti che ci possano essere in giro.
"Pizzaingrammi"

Anche quì si esce dalla città, direzione entroterra di Pozzuoli dove sono due le sedi che fanno parte della stessa proprietà. Una scoperta veramente sbalorditiva, per la qualità e leggerezza dell’impasto, le varietà proposte (per come poi si potrà notare una volta dato uno sguardo al menù e consigliati dal personale molto professionale) ed infine per i locali (specialmente quello di Monteruscello) con arredamenti che danno un tono chic e creano un atmosfera decisamente elegante a tutto il contesto. Insomma venire a mangiare una pizza qui è come aprire una finestra sul mondo pizza napoletana che mai avreste scommesso di vedere, della serie gli esami non finiscono mai.

Molto interessante la Pizza Montanara fritta e ripassata al forno (vedi foto sopra), le fritture come i crocchè di patate viola e le frittatine di pasta di un gusto superlativo, una dei migliori street-food da provare a Napoli e dintorni. 
"Masardona"
Ancora un altro “must” della pizza napoletana, anche questa storica aperta nel dopoguerra, con la caratterisatica di fare solo la pizza fritta, quì il forno a legna manca proprio, nel locale cucina ci sono solo grandi friggitrici che preparano la classica pizza fritta: tonda e ripiena con: ciccioli, ricotta, pomodoro, mozzarella, prosciutto, salame ed una spolverata di pepe o altri gusti.

Peccato (per i turisti) perchè qui la fila la fanno sopratutto i napoletani che vanno pazzi per questo tipo di pizza.

si può completare il pasto con un po di fritturina mista ed in alternativa alla pizza tonda completa, c’è invece la versione ridotta a forma di “siluro”, si chiama “Battilocchio” costa circa 3 euro e può rappresentare anch’esso un pasto completo.

"L' Antica Pizzeria Da Michele"
Era d’obbligo nominare qualche pizzeria famosa ed allora Da Michele; la pizza di Michele è sempre stata speciale, da quando la conosco (e sono più di 40 anni) la pizza è sempre la stessa, così come le varietà proposte: solo due, è inutile chiedere altre varianti perchè non ce ne sono; Pizza Margherita: la classica con pomodoro, basilico e mozzarella ma è meglio specificare fiordilatte campano ( classico presidio Slow food ) perche è quello che deve essere messo sulla pizza in quanto la classica mozzarella avendo tanto latte nel suo interno ne rilascia troppo durante la cottura andando a diluire il pomodoro.

Il fiordilatte essendo una mozzarella più asciutta è l’ideale per la pizza, quindi i camerieri vi chiederanno se la volete Margherita in versione normale o doppia, oppure Pizza Marinara: olio, origano, aglio e pomodoro. Certo che negli ultimi tempi si sentono alcune lamentele sul sapore; fatto strano i pareri sono discordanti, bisognerebbe chiedere ai titolari del perche di questa cosa. Comunque oltre ai turisti ci sono sempre i frequentatori abituali e le tre salette sono sempre piene ed affollate, l’ atmosfera interna è quella classica di sempre, il tempo è fermo al dopoguerra: salette arredate in modo minimale, si mangia serviti su tavoli di marmo in compagnia di altri avventori, ci si siede su sedie di legno in stile anni 50 e la pizza servita al tavolo è così come deve essere: esageratamente larga, con il cornicione che fuoriesce dal già grande piatto per la pizza e sopratutto BUONA. L’ unico neo: l’attesa per entrare, preparatevi quindi ad affrontare un fila variabile tra i 20 ed i 40 minuti di attesa, per mangiare una pizza senza fare la fila o si va alle 10,30 del mattino o tra le 16 e le 17:30 del pomeriggio.
La gestione di questa fila funziona in questo modo: appena arrivati ci si affaccia all’ingresso, si chiede al cameriere alla porta che si desidera mangiare, si dice il numero degli avventori e si lascia un nome, lui rilascia un foglietto con un numeretto di prenotazione, al vostro turno una voce dall’entrata chiama la prenotazione. Mediamente una pizza ed una birra piccola o Coca cola entrambe servite rigorosamente in vetro, perche in vetro e’ n’ata cosa; la lattina infatti dà un altro gusto, al tavolo costa 8 euro. Tornando al discorso fila, vale sempre la pena di attendere, perche provandola, userete il sapore di questa pizza come mezzo di comparazione per le altre pizze fatte a Napoli e dintorni, e già, perchè la pizza di Michele ha un sapore unico, da descrivere solo dopo averla provata. Buon appetito!
"Concettina ai 3 Santi"
Storica, dal 1951, questa rimodernata pizzeria nel cuore del quartiere Sanità, sforna pizze Margherite e non, in grande quantità. Anche qui file ed attese non da poco, meglio essere in due in quanto i tavoli si liberano più facilmente, se si è in 4 o 5 l’attesa lunga è certa. Da pochi anni offre pizze veramente particolari, quasi gourmet, come la pizza provata oggi: La pizza San Gennaro, un pizza con il cornicione ripieno di ricotta e salame, con la base centrale di provola e pomodori San Marzano e come tocco finale una “sbriciolata” di tarallo sugna e pepe che gli conferisce un sapore veramente speciale. 
"Pizzeria Trianon"
Di fronte alla pizzeria più conosciuta (Da Michele) ma non meno importante, troviamo un altra “istituzione” della pizza napoletana. Il Trianon o meglio detto: “O’ Trianon”. Su tre livelli, questa pizzeria fa una “grande pizza” che sia Margherita o altro tipo, anch’essa eventualmente da asporto

Anche in questo locale, anzi in tutti i locali di questa antica e tradizionale pizzeria, si respira l’aria che da sempre contraddistingue l’atmosfera delle classiche pizzerie napoletane, da queste parti, difficile prendere una “sola” come dicono i romani o acchiappare un “pacco” come si dice a Napoli.
Pizzeria "Pellone"
Altra storica pizzeria della Napoli non turistica, anche qui a poche centinaia di metri dalla stazione centrale; luogo dove tanti Napoletani amano trovarsi per la qualità eccezionale delle pizze anche se leggermente più cara degli altri.

Incredibili le dimensioni della pizze al tavolo, sotto il ripieno fritto monoporzione :-),


E come tutte la pizzerie napoletane di tradizione, una grande vetrina riscaldata all’esterno offre un vasta gamma di fritture semplicemente superlative, famosissimi i crocche di patate o le frittatine, oppure la pizza a portafoglio. La seconda foto in basso dopo questa sezione è la vetrina appena accennata.
Pizzeria "da Franco Galliufuoco"
Proprio di fronte l’uscita della stazione lato sinistro cercando la grande libreria Feltrinelli e guardando leggermente a sinistra, si attraversa la strada e troverete una pizzeria “e c c e z i o n a l e”. Da provare la Sfravecatora, una pizza con: Parmigiana di melanzane, provola, polpettine e ragù… Un impasto soffice e leggero, una pizza che quando ho finito di mangiarla mi veniva viglia di chiedere un altro pò di cornicione per fare la scarpetta al piatto tanto che si lascia mangiare con gusto.

solitamente.. insieme alla pizza
Con un impasto di acqua e farina molto simile a quello della pizza, nasce la pasta cresciuta con la quale si fanno zeppole di pasta anche conosciute come “zeppolelle fritte” assieme ai crocché di patate (chiamati panzarotti) un classico esempio di Street Food Napoletano che molto spesso viene servito a tavola in Pizzeria come “stuzzichino” in attesa della Pizza.



Un po di storia...
La storia della pizza è lunga e affascinante. Le prime tracce scritte della parola “pizza” risalgono intorno all’anno 1000 nei pressi di Gaeta, per poi comparire in diversi documenti in varie città italiane. A Napoli, nel XVI secolo, un pane schiacciato prese il nome di pizza, probabilmente derivato da “pitta”.
In origine veniva condita in bianco; solo successivamente arrivarono ingredienti come olio d’oliva, formaggio e pomodoro. Già nell’Ottocento si parlava della grande varietà di condimenti. La pizza marinara è documentata dal 1734, mentre la Margherita nasce tra fine Settecento e inizio Ottocento e viene consacrata nel 1889, quando Raffaele Esposito la dedicò alla regina Margherita di Savoia, richiamando i colori della bandiera italiana.
Pur essendo oggi simbolo di Napoli e dell’Italia, le sue origini affondano in tradizioni ancora più antiche: già egizi, greci e romani preparavano focacce simili.