STORIA E MISTERO DI PIAZZA DEL PLEBISCITO
LA LINEA RETTA
PARTIAMO DAL MISTERO

Il mistero che viene “provato” sottoforma di gioco, consiste nel cercare di percorrere bendati o con gli occhi coperti, un percorso di circa 170 metri che si inizia mettendosi alle spalle di palazzo reale (in pratica dove c’è la porta di palazzo) e posizionandosi in direzione del mezzo delle due statue equestri che si trovano giusto di fronte.
L’obiettivo è quello di passarvi in mezzo.
Praticamente nessuno riesce nell’impresa. In origine, infatti, la piazza aveva una forma irregolare e anche oggi una leggera pendenza della superficie impedisce a chi decide di attraversarla di proseguire dritto. Secondo la leggenda, la regina Margherita concedeva la salvezza ai prigionieri del Regno qualora avessero superato questa prova difficilissima ma non ci riuscì mai nessuno a causa di una maledizione lanciata dalla stessa sovrana, che ancora oggi non permette di farcela.
COSA VISITARE IN PIAZZA
Basilica di San Francesco di Paola.
È una basilica minore di Napoli, che si trova all’estremità di piazza del Plebiscito. Considerata tra i più importanti esempi di architettura neoclassica italiana, fu costruita nell’Ottocento per volontà di Ferdinando I delle Due Sicilie dopo la cacciata dalla città di Gioacchino Murat.
Il suo colonnato si ispira a quello di San Pietro a Roma, mentre la forma ricorda quella del Pantheon. Alle sue spalle si innalza la collina di Pizzofalcone, dove secondo la tradizione nacque il primo nucleo abitato dell’antica Partenope.
Si può visitare la chiesa gratuitamente tutti i giorni dalle ore 07:30 alle 12:00 e dalle 15:30 alla 18:00 e durante i festivi dalle 08:30 alle 12:30.

Palazzo Reale
Il Palazzo Reale di Napoli è un edificio storico ubicato in piazza del Plebiscito, nel centro storico di Napoli, dov’è posto l’ingresso principale: l’intero complesso, compresi i giardini e il teatro San Carlo, si affaccia anche su piazza Trieste e Trento, piazza del Municipio e via Acton.
Fu la residenza storica dei viceré spagnoli per oltre centocinquanta anni, della dinastia borbonica dal 1734 al 1861, interrotta solamente per un decennio all’inizio del XIX secolo dal dominio francese con Giuseppe Bonaparte e Gioacchino Murat, ed a seguito dell’Unità d’Italia, dei Savoia: ceduto nel 1919 da Vittorio Emanuele III di Savoia al demanio statale, è adibito principalmente a polo museale, in particolare gli Appartamenti Reali, ed è sede della biblioteca nazionale.
Il Palazzo Reale è stato costruito a partire dal 1600, per raggiungere il suo aspetto definitivo nel 1858: alla sua edificazione e ai relativi lavori di restauro hanno partecipato numerosi architetti come Domenico Fontana, Gaetano Genovese, Luigi Vanvitelli, Ferdinando Sanfelice e Francesco Antonio Picchiatti.
La complessa storia della piazza, che si identifica con quella dell’intera città, è ben spiegata attraverso le statue presenti nelle nicchie delle arcate chiuse sul Palazzo Reale, realizzate da scultori diversi: ognuna rappresenta una dinastia a cui Napoli è stata sottoposta, da Ruggiero II, detto il Normanno, primo vero re, fino a Vittorio Emanuele II.

Tra i napoletani è curioso un aneddoto che si narra proprio su queste sculture: con il palazzo di fronte si parte dalla prima statua: Carlo V d’Asburgo che sembra chiedere chi abbia fatto la pipì lì davanti, Carlo III risponde di non saperne nulla, mentre Gioacchino Murat confessa di essere lui il colpevole, per questo Vittorio Emanuele II (ultima statua sulla destra) ripristina la pace brandendo la spada in alto, sembrando che dica: “ Ed allora tagliamogli il …, eviriamolo”.
Palazzo Salerno
Il palazzo Salerno è un palazzo di interesse storico-monumentale della città di Napoli, ubicato al lato destro della basilica o al lato sinistro di Palazzo Reale; fu edificato alla fine del XVIII secolo per opera dell’architetto messinese Francesco Sicuro, e così chiamato da Leopoldo di Borbone-Napoli, principe di Salerno.
Il palazzo nacque grazie ad un lavoro di trasformazione architettonica dei vecchi conventi della Croce e della Trinità di Palazzo, nelle vicinanze del Palazzo Reale, destinato dal re Ferdinando IV all’alloggiamento dei cadetti reali.
L’inizio dei lavori si ebbe nel 1775 e l’edificio fu originariamente destinato ai cadetti dell’Esercito Napoletano, divenne quindi residenza del ministro John Acton e successivamente, sino al 1825, sede dei ministri di Stato di sua maestà borbonica. Da quella data fu abitato dal principe di Salerno. Con la conquista garibaldina del 1860 divenne sede del Comando generale militare delle province napoletane. Da allora è stato un susseguirsi di comandi militari, infatti dal 2015 è la sede del Comando Forze Operative Sud dell’Esercito Italiano.
Palazzo della Prefettura
Il Palazzo della Prefettura, già Palazzo della Foresteria, è un palazzo monumentale di Napoli, ubicato in piazza del Plebiscito, nel quartiere San Ferdinando.
Attualmente nel palazzo ha sede la Prefettura di Napoli.
Il palazzo fu eretto sul terreno ricavato dal preesistente convento di Santo Spirito, sorto nel 1326. Il convento era stato costruito dai monaci basiliani, frate de Nidicolis e dai confratelli Gregorio, Giovanni e Lazzaro, acquistando un primo lotto da Landolfo Caracciolo, a cui si aggiunse quello donato da Margherita Maranella. Nel 1448 fu ceduto ai Domenicani.
Ferdinando I ebbe l’idea di edificare un fabbricato per poter ospitare i forestieri che venivano a visitare la corte borbonica. Il palazzo della Foresteria fu realizzato nel 1815 dall’architetto neoclassico Leopoldo Laperuta (1771–1858), sull’area del convento del Santo Spirito a seguito del concorso per la sistemazione complessiva della piazza.
Nel 1890, su progetto di Antonio Curri e la partecipazione di 43 collaboratori tra scultori e pittori, al pian terreno dell’edificio fu realizzato il Caffè Gambrinus, storico bar napoletano facente parte dei locali storici d’Italia, Il palazzo si estende tra via Chiaia, piazza Carolina, piazza Trieste e Trento e piazza del Plebiscito. La facciata principale è caratterizzata da due registri: uno basamentale in bugne listellate con mezzanino e botteghe, nel quale si apre il portale in piperno, fiancheggiato da coppie di semicolonne tuscaniche che reggono una trabeazione che riemerge nella chiave di volta sporgente; invece, il registro superiore della facciata è caratterizzato dalla presenza dell’ordine gigante, enfatizzato nel centro da una lieve sporgenza dei setti murari conclusi da una timpano.
Sulla facciata posteriore vi è un altro portale che prospetta su via Chiaia; esso è meno monumentale, ma è di notevoli dimensioni. All’interno della facciata su piazza Trieste e Trento c’è l’ingresso del sopracitato Caffè Gambrinus, punto d’incontro e di ritrovo per gli appuntamenti in piazza.
la particolarita’ che non tutti sanno
Tunnel borbonico
Se si vuole visitare anche uno dei luoghi di Napoli sotterranea, nei dintorni di piazza del Plebiscito ( l’ingresso è in via del Grottone 4) è possibile visitare il Tunnel (o Galleria) borbonico che si trova a circa 40 metri di profondità. Il sito prende dal nome del re Ferdinando II di Borbone, che nel 1853 ne stabilì la realizzazione per creare un collegamento segreto tra piazza Vittoria, dove era appostato l’esercito borbonico, e il Palazzo Reale, da dove il sovrano sarebbe potuto fuggire in caso di pericolo, anche se il progetto non fu mai portato a termine. Tra i vari percorsi a disposizione, ce ne è uno che permette di andare in zattera su un piccolo fiume sotterraneo nelle viscere della città che conduce proprio fin sotto piazza del Plebiscito.

Dove: guardando la piazza, avendo alle spalle Palazzo Reale, risalire Via Gennaro Serra che parte dal settore destro della Piazza stessa. Dopo circa 80 m, si raggiunge Vicolo del Grottone che è la seconda strada a sinistra su Via Gennaro Serra; alla fine del vicolo, che è chiuso e lungo circa 30 m, c’è l’ingresso della Galleria Borbonica. Per maggiori info, contattaci.
Un pò di storia
L’enorme spazio dove oggi sorge piazza del Plebiscito, la più famosa di Napoli, ospitava già un vasto slargo nel 1543 in conseguenza della costruzione all’epoca di un palazzo Vicereale voluto da Don Pedro de Toledo. Tuttavia, fu solo con la costruzione del Palazzo Reale che ebbe inizio anche il progetto di realizzazione di piazza del Plebiscito, affidato all’architetto Domenico Fontana. In origine si chiamava “largo di Palazzo”. L’attuale denominazione celebra il plebiscito del 1860 con cui il Regno delle Due Sicilie si univa al Piemonte dei Savoia e al resto dell’Italia. La complessa storia della piazza, che si identifica con quella dell’intera città, è ben spiegata attraverso le statue presenti nelle nicchie delle arcate chiuse sul Palazzo Reale, realizzate da scultori diversi: ognuna rappresenta una dinastia a cui Napoli è stata sottoposta, da Ruggiero II, detto il Normanno, primo vero re, fino a Vittorio Emanuele II.
Nel 1963 la piazza fu trasformata in un grande parcheggio pubblico, per far fronte all’incremento di auto che si registrò in città negli anni del boom economico. Sarà così fino al 1994 quando, in occasione del vertice G7, il Comune, guidato da Antonio Bassolino, decise di chiuderla al traffico rendendola completamente pedonale.
Piazza del Plebiscito è da sempre luogo di incontro di cittadini e non. Famosa nei secoli scorsi era la festa della Cuccagna che si svolgeva qui: secondo la tradizione, in questa occasione l’albero di una nave, a cui erano attaccati premi per coloro che riuscivano a salirci, veniva posto al centro della piazza, all’epoca chiamata ancora Largo di Palazzo, in genere accompagnato da una serie di giochi popolari. Ancora oggi questo posto ospita una serie di eventi, tra manifestazioni politiche, musicali,

Come arrivare in zona
Piazza del Plebiscito si trova nel cuore del centro storico di Napoli, tra la fine di via Toledo, tra le maggiori vie dello shopping del capoluogo partenopeo, e dopo piazza Trieste e Trento, e il Lungomare. Arrivare qui è facile, ma è consigliato farlo con i mezzi pubblici. In particolare, si può prendere la linea 1 della metropolitana e scendere alla fermata “Municipio” o “Toledo” e proseguire per qualche metro a piedi, oppure la Funicolare Centrale che dal Vomero arriva fino a piazzetta Augusteo. In alternativa, ci sono anche le linee di pullman R2 da piazza Garibaldi e 140 da Mergellina. È inoltre collegata alla sottostante via Ferdinando Acton mediante l’ascensore Acton, il cui utilizzo è gratuito e la cui gestione è affidata all’Azienda napoletana mobilità (ANM).

