
CASTEL DELL' OVO
A Napoli dalle leggende nascono i luoghi e i loro nomi. Questa è la storia di un Castello che basa la sua storia da un Uovo magico che, finché resterà integro, proteggerà la città da qualsiasi sventura.
Dal 1128 edificato sull'isolotto di Megaride,
La leggenda narra della sirena Partenope che approdò sull’antico Isolotto di Megaride dove sorge questo castello che è il più antico della città di Napoli (è stato costruito attorno al 1128). Il nome del castello è correlato alla leggenda secondo la quale Virgilio avrebbe nascosto un uovo nei sotterranei affermando che da “quell’ovo pendevano tutti li facti e la fortuna di Castel Marino” (era anche chiamato così) . Il poeta avrebbe appeso ad una trave di quercia nei sotterranei del castello una gabbia di ferro contenente una caraffa piena d’acqua e un uovo. Si pensava che proprio quest’uovo reggesse il destino del castello e della città di Napoli: per questo durante il maremoto che quasi distrusse la costruzione nel 1370 si diffuse la paura che l’uovo magico si fosse rotto. Per correre ai ripari e far tornare la pace in città, la regina Giovanna I fu costretta a giurare pubblicamente che l’uovo fosse stato sostituito con uno integro davanti ai suoi occhi. E comunque, finché resterà integro, proteggerà la città da qualsiasi sventura. Oggi in splendida “forma”, il castello è sede di eventi e mostre che si tengono tutto l’anno. Da visitare.
Mantua me genuit, Calabri rapuere, tenet nunc / Parthenope; cecini pascua, rura, duces
dalla tomba di Virgilio
“Mantova mi generò, la Calabria (il Salento) mi rapì, e ora mi tiene Napoli; cantai i pascoli, le campagne, i condottieri”


il castello multifunzione
Con l’arrivo dei Saraceni a Napoli, i Basiliani dovettero abbandonare Castel dell’Ovo che, poco tempo dopo, diventò a tutti gli effetti una cittadella fortificata, avamposto turrito a difesa della città. A questo punto Federico II di Svevia, a cui si deve la costruzione della Torre di Colleville, Torre di Maestra e Torre di Mezzo, vi trasferirà il tesoro reale.
Gli Angioini, gli Aragonesi e il grande castello sul mare diventò una prigione
Gli angioini vi fecero costruire due logge, mentre gli aragonesi, con Alfonso d’Aragona, realizzarono nuovi ambienti che ne cambiarono radicalmente l’uso. Da questo momento esso diventerà una prigione che ospiterà, tra gli altri, il filosofo Tommaso Campanella.
La lunga serie di riconversioni si arrestò con l’Unità d’Italia, quando fu utilizzato dalla Marina Militare come presidio di difesa per l’intero Golfo e fino agli anni ’80 quando passerà prima al Ministero per i Beni Culturali e poi al Comune di Napoli.
Local Info
Orari: durante il periodo estivo 9:00 – 19:30. Nei giorni feriali 9:00 – 14:00. Domenica e festivi durante il periodo invernale 9:00 – 18:30. Nei giorni feriali 9:00 – 14:00 domenica e festivi Giorni di apertura: aperto tutti i giorni Dove: Via Eldorado, 3, 80132 Napoli NA (presso via Partenope – borgo marinaro) Prezzo biglietto: ingresso gratuiti Contatti e informazioni: +390817954592 – Sito ufficiale – Visite guidate
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