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Amelia
la strega del vesuvio

Io sono Amelia
chiamata anche: Magica De Spell

Un pò
di Me.

Soprannominata la fattucchiera (o la strega) che ammalia, sono una papera antropomorfa dai folti e lunghi capelli neri, le ciglia lunghe e un vestito nero: diversamente dal classico stereotipo della vecchia megera, Barks mi volle attraente ispirandosi a Sophia Lorene a Morticia Addams.
Altri indicano come possibile fonte di ispirazione anche Gina Lollobrigida (difatti nella prima storia in cui appaio mi fingo l’attrice Gina Luluduckita).
Vivo in una casetta alle pendici del Vesuvio, e sono caratterizzata con un marcato accento napoletano.

«Adoro l'Italia e la pizza! Quando ho creato Amelia, mi è sembrata una cosa carina presentarla come una ragazza italiana che vivesse alle pendici del Vesuvio»

*Carl Barks (Merrill, 27 marzo 1901 – Grants Pass, 25 agosto 2000) è stato un fumettista, illustratore e pittore statunitense. È considerato uno dei più grandi maestri della storia del fumetto.
Tra gli autori di fumetti Disney più amati e celebrati, ha influenzato diverse generazioni di artisti e illustratori, grazie alla sua fervente creatività. Occupatosi quasi esclusivamente dell’universo di Paperino, la nostra Amelia la Strega ed è l’inventore di Paperopoli e di molti dei suoi abitanti, tra i quali Paperon de’ Paperoni, il personaggio per il quale è più famoso, e per questo è noto anche come L’uomo dei paperi, The Duck Man, The Good Duck Artist, (il buon artista dei paperi), Comic Book King, (il Re dei Fumetti) o Il maestro dell’Oregon (del quale era originario).
Fu tra i primi tre fumettisti ad essere inserito nella Will Eisner Hall of Fame nel 1987, anno della sua fondazione.

Le origini napoletane della sua stirpe, così come l’origine della convivenza con il corvo Gennarino e l’ossessione per la Numero Uno di Paperon de’ Paperoni, sono state anche narrate nella storia Amelia e l’antenata strega per forza (1998). Già dal primo racconto, ha come punto debole l’aglio, che la indebolisce costringendola a fuggire, elemento che sarà presente anche in altre storie.
Nella storia di esordio, Zio Paperone e la fattucchiera, Amelia cerca di ottenere il leggendario tocco di Mida, che la renderebbe “ricca, ricca, ricca!”, come esclama lei stessa con enfasi quasi eccessiva, attraverso un incantesimo da realizzare fondendo insieme in un crogiolo, grazie al fuoco solforoso del Vesuvio, le monete degli uomini più ricchi della Terra, rese dei veri e propri “amuleti” per il fatto di essere state toccate da uomini così importanti; ultimo magnate presso cui si reca è proprio Paperon de’ Paperoni, che, divertito dalle teorie di Amelia, acconsente subito a venderle uno dei suoi decini al prezzo di un dollaro: quando si accorge di averle dato per sbaglio la sua Numero Uno, la prima moneta che ha guadagnato e che ha per lui uno speciale valore affettivo, la rincorre per potergliela ricomprare, ma Amelia se la tiene con la forza, perché ritiene che essendo la prima guadagnata è anche quella che il miliardario ha toccato più volte; i paperi riusciranno a recuperarla appena in tempo sul cratere del Vesuvio, ma la fattucchiera tornerà alla carica in altre storie per cercare ancora di derubare Paperone.

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